martedì 25 settembre 2012

Ludwig Feuerbach: tra la sinistra Hegeliana e Marx

Ludwig Feuerbach può essere considerato il fondatore dell'ateismo filosofico ottocentesco. Tra i suoi più importanti scritti troviamo i Principi della filosofia dell'avvenire (1844), l'Essenza del Cristianesimo (1841) e l'Essenza della Religione (1845).
Il punto di partenza della filosofia di Feuerbach è la critica alla concezione idealistico religiosa dell'uomo e del mondo, secondo costui pertanto l'idealismo offre una visione rovesciata delle cose, in cui ciò che viene realmente prima (il concreto) figura come ciò che viene dopo e ciò che viene realmente dopo (l'astratto) figura come ciò che viene prima. Quindi il programma di Feuerbach prevede un'inversione radicale dei rapporti tra soggetto (l'essere) e predicato (il pensiero).
Applicando la propria filosofia materialistica alla religione, Feuerbach afferma che non è Dio (l'astratto) ad aver creato l'uomo (il concreto), ma è l'uomo ad aver creato Dio che in questi termini non è altro che la proiezione illusoria di alcune qualità umane, in particolare di quelle "perfezioni" caratteristiche della nostra specie. Perciò, secondo Feuerbach, c'è un rapporto inversamente proporzionale tra Uomo e Dio: più l'Uomo si trova in condizioni di benessere, più la divinità rispecchierà la sua immagine; se l'Uomo invece vive in condizioni di profondo disagio, la divinità sarà perfetta e irraggiungibile. Pertanto, il mistero della teologia non è che l'antropologia, ovvero la prima e indiretta conoscenza che l'Uomo ha di se stesso.
Feuerbach e sensibilità
La "Filosofia dell'Avvenire" ha la forma di un umanesimo naturalistico: umanesimo perchè fa dell'uomo l'oggetto e lo scopo del discorso filosofico; naturalistico perchè fa della natura la realtà primaria da cui tutto dipende, compreso l'uomo.
Il nucleo di questo umanesimo consiste nel considerare l'uomo come essere che vive, soffre, gioisce e che avverte una serie di bisogni dai quali si sente dipendente. Un essere che risulta condizionato dal corpo e dalla sensibilità.
La sensibilità in Feuerbach non si riduce ad un aspetto semplicemente conoscitivo, ma presenta una valenza pratica, come dimostra il suo legame con l'amore: l'amore è la passione che ha il potere di aprirci verso il mondo - l'io non può stare senza il tu, da ciò il comunismo filosofico di Feuerbach.

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